Antonio Giorgio Cattani     
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Dicono di Antonio Giorgio Cattani - La critica

12-06-2013


MOSTRA DI PITTURA PERSONALE - “UNA FINESTRA SUL MONDO” - GALLERIA “PALAZZETTO AL COLLE”- CREAZZO – VICENZA 2/10 APRILE 2011

 

PRESENTAZIONE DELLA DR.SSA FRANCESCA RIZZO

I quadri di Cattani, per lo più paesaggi e ritratti, ci svelano le atmosfere e i colori di luoghi lontani. Sono
opere dense di vissuto condiviso e di vive speranze.
L’artista trova ispirazione nei paesi visitati, scrutando volti, gesti e parole ascoltate, a contatto con la gente
semplice ma dal sapore autentico e saggio.
Antonio Giorgio ferma immagini come poteva fare Bruce Chatwin.
Viaggiatore instancabile, affascinato dal miracolo di un particolare, di una forma, di un colore.
Il suo sguardo si ferma e porta a casa un’immagine che prenderà nuovo corpo e nuova forma, continuando
a vivere nella poesia dell’arte.
 
Studiando i grandi maestri del passato, in un silenzioso ed umile esercizio di analisi su Anguissola, Picasso e De Chirico, Antonio Giorgio Cattani crea il proprio e personale linguaggio pittorico.
In una feconda e mai sterile ricerca artistica, egli sperimenta supporti differenti, tra cui la tela, il legno, materiali antichi e abbandonati, vecchie lenzuola, confezionate a telaio cui ridà vita nel segno dell’arte. Con
attenzione sceglie la tramatura delle tele dove appone una mestica di colla di coniglio, gesso di Bologna e
olio di lino cotto. Ricette e tecniche del passato, sperimentate anche durante gli studi di restauro, come la
scelta di utilizzare velature per dare al quadro luce e sfumature particolari, difficilmente ottenibili con i soli colori. Preziose accortezze per dare alla pittura maggiore slancio e coinvolgimento emotivo.
 
La pittura di paesaggio di Antonio Giorgio Cattani ci riporta ai dipinti del XVII secolo, quando il paesaggio è
diventato appunto un genere artistico autonomo, prima in Olanda e successivamente in Gran Bretagna e
Germania con Turner, Constable e Friedrich. In particolare quest’ultimo scriveva che è necessario “armonizzare” con il creato, perché la conoscenza “del bene, del bello e del vero” sta nella natura, la cui voce “parla dentro di noi”. Vicini nella ricerca, diversi nella forma: la natura in Friedrich viene rappresentata
In tutta la sua sconfinatezza, quasi a voler dare espressione al senso d’impotenza dell’uomo, mentre in Cattani si presenta come una madre amorevole e fonte di meraviglia. “Quando dipingo – dice lo stesso artista – cerco di trasmettere le serenità e la gioia che mi procurano gli incontri con la natura e gli uomini
di paesi lontani e vicini”.
Egli non ruba oggetti, non strappa immagini, bensì aumenta il sentimento dei luoghi, ovunque essi siano,
interpretandoli. Il suo è un sentimento di rispettosa accoglienza per tutto quello che il mondo offre.
Il vero viaggio sulla terra non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” diceva Marcel
Proust. Questo è l’invito di Antonio Giorgio Cattani.
Aprire “una finestra sul mondo” per guardare oltre, consapevoli che anche il paesaggio più familiare può
sorprenderci e affascinarci.
Un invito al silenzio e all’accoglienza per scoprire la vera Bellezza.





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